QR code: a quando la loro diffusione in Europa?
E’ di pochi giorni fa la notizia che Kidrobot, l’azienda che produce i famosi vinil toys firmati da designer, ha utilizzato i QR code o tag bidimensionali per la sua ultima promozione: una caccia al tesoro chiamata “Dunny Hunt” , dal nome della serie di giocattoli, nel cuore di Manhattan. Fotografando con uno smartphone i QR code posizionati su oggetti nascosti nel cuore di Manhattan si riceve sul cellulare un Dunny toy virtuale per la propria collezione e si concorre a diversi tipi di premi. La scelta di promuovere un nuovo prodotto tramite i tag bidimensionali è dovuta alla loro versatilità; possono infatti essere posizionati su adesivi, t-shirt, lavagne, poster praticamente in qualunque posizione. Anche Vespa in Canada se ne è servita, disseminando il centro di Toronto di poster con i codici con l’obiettivo di portare i partecipanti a visitare un rivenditore grazie a uno sconto del 40% sull’abbigliamento a marchio Vespa o alla possibile vincita istantanea di una Vespa LX150.
Largamente usata in Giappone, la tecnologia basata sui QR code In Europa è poco diffusa, forse anche perché le sue potenzialità sono legate all’utilizzo di uno smartphone, il cui uso non è ancora così pervasivo, per lo meno in Italia.
Il Regno Unito sta giocando un ruolo di primo piano nell’utilizzo dei tag bidimensionali. Pepsi, con l’iniziativa Max Kicks ha fatto convergere gli utenti sul proprio sito wap per avere accesso a una serie di servizi e gadgets scaricabili. Sempre in UK l’uscita in dvd del film 28 Weeks later è stata lanciata, fra l’altro, posizionando un tag sul sito web del film e su affissioni outdoor nella città di Londra con l’obiettivo di incrementare la community dei fan del film.







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